EthelBerta 的个人资料Nel Mio Strano Armadio.....照片日志列表更多 ![]() | 帮助 |
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IL NATALE DI HANS
Il fondo dell’armadio si apre su una via surreale. Lo so, sto rischiando di non uscirne più. È un varco di conoscenza, e finalmente ricordo. Il vialetto di pietra porta ad una casa parlante, che da sempre mi chiama. “EthelBerta…” Oh, la casa che ha nome Ricerca… da quanto tempo non passavo di qui… “Hai dimenticato di nuovo, e così non va” si arrabbia, sbattendo le finestre. JeanHenry, l’alter-ego di colui che amo, mi aspetta lì, e in quel momento la cosa mi sembra naturale. “Tu hai sempre una buona parola per tutti, ma non ricordi perché…” dice la casa. “Dovrai tornare nel passato, per scoprirlo, e sarà il primo passo verso la tua pace…” Entriamo, nel buio. La casa comincia a tremare, poi corre all’indietro, ruota su se stessa… BANG… atterra in un luogo e in un tempo sconosciuti. I soldati sparano. Lili Marlene canta, sotto una torre, ma nessuno capisce che in realtà lei è JeanHenry in una sua precedente vita, e che la torre è la casa Ricerca in incognito. Non canta più, Lili-JeanHenry, ora, guarda soltanto, attonita. È Natale, ma nessuno se ne cura, e la guerra dai mille orrori continua. L’esercito tedesco è in rotta, i soldati sparano, e ripiegano. Si nascondono in una vecchia trincea, e da quella postazione di fortuna continuano a fare fuoco sui russi. Non tutti. Il soldato Hans Kaufmann è stanco dell’interminabile guerra. JeanHenry lo riconosce… Hans sono io, in quel luogo ed in quel tempo, ma in quel momento non so nemmeno più se esisto. Il soldato esce dalla trincea, cammina sul campo di battaglia, getta il mitra a terra, ed ancora cammina. Cerca il senso di ciò che vede, e non lo trova. Avanza, il paesaggio e le persone intorno a lui gli sembrano finte, come disegnate su un foglio di carta che si accartoccia su se stesso. Naturalmente non dura a lungo. JeanHenry gli grida di fuggire, perché sa che così facendo si farà uccidere. Troppo tardi. Il soldato Hans cade nel fango, ferito a morte, nel suo respiro una sola, insensata parola: “EthelBerta” È tutto finito. La scena scompare nel buio che risucchia le nostre menti, e con un tonfo Ricerca torna sulle sue fondamenta. “Ricordi, ora?” mi chiede. Sì, ora ricordo. Tornai in questo mondo, con questo corpo e questo mio nome, e da allora giurai che dove fossi passata io, avrei guarito le ferite, riscaldato i cuori. Arriverà il Natale, e proverò a fare in modo che almeno un paio di persone quel giorno non si sentano sole. Proverò a far sì che gli orrori che stanno in agguato fuori dal cerchio di luce che le circonda non possano far loro del male. A me stessa fingo di non pensare, ma forse sono più sola ed impaurita di loro. Un’anta sbatte, e tutto scompare. Persino JeanHenry… perduto tra gli scaffali, tra fogli e perline e matite… Perchè non mi hai trattenuto neppure in questa vita? Ma dimmi che mi ami, ti prego.
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