EthelBerta 的个人资料Nel Mio Strano Armadio.....照片日志列表更多 ![]() | 帮助 |
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TROPPO OLTRE IL NOSTRO SOGNO
Passarono anni, secoli, e l’eternità, ed ancora noi ci rincorrevamo nell’armadio, senza incontrarci mai che per brevi momenti. Il resto del tempo era dolore, ricordo, desiderio: presente, passato, futuro. Il tempo non ci vide però spegnerci, malgrado talvolta fossimo giunti a desiderarlo disperatamente. A poco a poco diventammo più forti, acquistammo nuove consapevolezze. Uno di noi aveva giurato senza saperlo che non avrebbe mai amato finché non fosse stato perfetto, perché voleva offrire all’altro soltanto amore non contaminato dalla necessità. Amore completamente puro. L’altro, pur non avendo giurato nulla, fu costretto a percorrere la stessa via, o non avrebbe più ritrovato la sua compagna. Nessun essere umano aveva mai sopportato una simile prova… …finché un giorno tutto questo finì. Camminando uno incontro all’altro, finalmente eravamo giunti alla fine del cammino. Ci trovammo in uno strano luogo, dove sorgeva un grande trono abbandonato. Là ci sedemmo, finalmente abbracciati. In noi, ormai, respirava una grande saggezza. Sotto di noi, vedemmo il mondo e l’umanità. In noi, sentimmo il potere supremo, che ci eravamo conquistato durante la nostra ricerca, pagandolo con inquietudine estrema e sofferenza. Quante lacrime… quante grida di dolore provenivano dal mondo… che cos’altro avremmo potuto fare? La compassione ci prese il cuore, e ci preoccupammo di asciugare ogni lacrima, di far scomparire per sempre il male, di regalare a tutti la felicità… …nessuno doveva provare neppure un poco del dolore che ci aveva straziati. L’avevamo provato noi, e poteva bastare. Così dicemmo, e così fu. Nostro infatti era il potere supremo. Ma, con sgomento, vedemmo che ogni essere umano era diventato un guscio vuoto, e capimmo cos’avevamo fatto in realtà. Perché non piangessero, avevamo dovuto cancellare i loro ricordi e i loro desideri. Facendo scomparire il male, avevamo tolto dal loro animo qualcosa di cui avrebbero dovuto liberarsi da soli, per essere consapevolmente felici. Non potevano dirsi felici, ora, invece, ma solo beatamente incoscienti e immemori, persone senza ricordi dolorosi ma neppure lieti, persone senza desideri e sogni, dunque senza passato né futuro, automi sorridenti in un eterno presente che aveva il sapore di un limbo… …cos’avevamo fatto? Ci eravamo seduti sul trono di Dio? Quale strana trinità eravamo? Un uomo, una donna, un pipistrello… No, non era affatto questo ciò che volevamo per noi… Non era questo il nostro sogno… Questo, era un incubo. Noi avevamo soltanto desiderato essere un uomo e una donna che finalmente si incontrano, senza nessun potere e senza nessun trono. Asciugare le lacrime dell’umanità e cancellare il male dal mondo, ormai avevamo capito anche questo, non è possibile neppure a Dio. Ecco perché lascia crescere insieme il grano e la zizzania… …perché gli uomini crescano, e comprendano, cadendo rialzandosi cadendo per mille volte… …e perché imparino ad usare il loro libero arbitrio. Nessuno può farlo in loro vece. Ci risvegliammo nell’armadio. Ancora in quattro. E il pipistrello. Era stato solo un sogno. Riprendemmo le nostre vie, senza sapere se avranno mai fine. Dimmi che mi ami, te ne prego...
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