EthelBerta 的个人资料Nel Mio Strano Armadio.....照片日志列表更多 ![]() | 帮助 |
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LA DONNA E IL GUERRIERO
Non sono più giovani, quando si incontrano. Il luogo non esiste, il tempo sembra sospeso nel buio. La luce artificiale è molto fioca, piccoli cerchi di luce qua e là. Lei nota la sua allegria, e gli rivolge la parola. Lui allora nota lei, ed il suo sguardo prende vita all’improvviso. Sulle labbra di lei nasce un sorriso vero, dopo tanto tempo. C’è troppa gente, lì, ma nessuno conosce per davvero le loro vite, e un’ora dopo le loro mani sono intrecciate, la testa di lei sulla spalla di lui. Scorrono le parole, ma non ne servono molte. “Chi ha trovato amore ad attenderlo, quando è venuto alla vita…” “…ha avuto qualcosa che per noi è sconosciuto” Entrambi hanno alle spalle una strada terribile, e ne portano ancora le ferite. “Avevo bisogno di te” dice lui. “Ne avevo anch’io, di te” risponde lei. Le loro tracce si dissolvono in un’altra notte. Si incontrano di nuovo, pochi giorni dopo, perché era inevitabile che così accadesse. Qualcosa era rimasto in sospeso. Dimenticano i loro corpi finalmente vicini, abbracciati, sul letto della vecchia soffitta. Li dimenticano, perché non sono l’essenziale. Le loro anime unite si parlano, altrove. “Quanta sofferenza…” “…essa ha fatto di me ciò che sono…” “…le nostre forze di bambini…” “…usate per difenderci, invece che per crescere” Si raccontano sensazioni provate. “Quando sei fatto di tristezza e dolore, hai troppo bisogno d’amore…” “…ma tutti ti scansano, perché quel poco che comprendono di te fa paura…” “…e non ti puoi mai mostrare per ciò che sei” Esprimono desideri. “Sei ancora tanto bella… avrei voluto incontrarti a vent’anni…” “…io no, perché non eravamo ciò che ora siamo...” “…e forse non ci saremmo capiti” Tanti discorsi… uno li inizia, l’altro li termina. Dopo una vita, si sono ritrovati e parlano la stessa lingua, alle spalle strade simili, percorse troppo da soli. Lui la tiene tra le braccia, e la accarezza. “Tu… promettimi una cosa. Io… ho qualcosa da fare… forse dovrò partire per un altro paese, o forse resterò qui, non so… ma tu ricorda che ovunque io sia, ti camminerò vicino. Tu… non devi morire” “Tu… prometti che starai lontano da quelle dannate armi… ovunque tu debba andare” “Ci proverò… e tu?” “Non cercherò più la morte… ci proverò” Nella clessidra scorre la sabbia del tempo che è loro concesso, ed esso volge al termine. Lui si ferma accanto ad un albero del viale, sotto il cielo bianco di un giorno di pioggia lieve. Lei continua a camminare, e lui la segue con lo sguardo. Lei questa volta si permette di volgersi un poco, a guardarlo. Poi, per trattenere di lui qualcosa che sia un’immagine nitida e non qualcosa che si perde in lontananza, e per lasciargliene una simile anche di sé, prende subito la strada che svolta a sinistra per scomparire dietro l’angolo. Ognuno verso il proprio mondo. Trattengono il ricordo dell’altro. Ci riescono. Forse. Dimmi che mi ami, te ne prego…
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