EthelBerta's profileNel Mio Strano Armadio.....PhotosBlogListsMore ![]() | Help |
Nel Mio Strano Armadio......entra a tuo rischio e pericolo, perchè di tutto potrai tu trovare... |
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Dimmi che mi ami...
...a cui sono iscritta
°ღ. Sun .ღ° ..wrote:
Serena notte
In una prosa di canti
Sept. 30
°ღ. Sun .ღ° ..wrote:
Inizio a preoccuparmi.... ok per le pulizie radicali.... anche ritingeggiare l'armadio.....ma dove sei sparita? Risucchiata da una magica polverina?? Torna presto....
Sept. 21
°ღ. Sun .ღ° ..wrote:
"Per monti e burroni, Con affetto un dolce abbraccio
Sept. 15
°ღ. Sun .ღ° ..wrote:
"Per monti e burroni, Con affetto un dolce abbraccio
Sept. 15
Fiore SanRemowrote:
Allora, mia cara amica, come ti và la vita ?!
E' già da 1 pò ke non ci si sente e vorrei ke ti ri-facessi viva con me, almeno x sapere come hai trascorso questa Estate ed intanto ne approfitto x lasciarti i miei migliori auguri di 1 Autunno ricco di positività e ke avveri ogni tuo + recondito desiderio !!!
Ti lascio 1 forte abbraccio affettuoso e a presto spero
Fiore S.R.
Sept. 12
°ღ. Sun .ღ° ..wrote:
Nessun titolo
"Nessuna distanza temporale ne' spaziale puo' indebolire l'amicizia di due persone che credono ognuna nel valore dell'altra." Con affetto , un dolce abbraccio
Sept. 11
NNwrote:
Ciao .... ed eccomi qua................... !!!!! Sono
rientrata proprio da poco... vacanza un pò lunga !!! Ancora devo
trovare il tempo di
sistemarmi ed aggiornarmi sulle ultime novità e tornerò a trovarti
come si deve... ..ma ora volevo solo passare a salutarti !!!. Spero
che questo periodo non ti abbia stressato troppo... tra grandi pulizie ....e che l'armadio riapra presto i suoi battenti !!! Un dolce bacio e
buon inizio settimana !!!
Sept. 1
°ღ. Sun .ღ° ..wrote:
Ciao carissima, spero che le faccende domestiche non ti abbiano rovinato l'estate.... ! dai su... abbandona piumini e scope... ma il pipistrello non ti aiuta mai???
un dolce abbraccio
Aug. 30
♠Le Chat Noir ♠wrote:
ma dov'è finito l'amato pipistrello????latitanza??ferie????
Aug. 9
۩۞۩ ℓα∂у αиgєℓ ۩۞۩ .wrote:
lta settimana....Angel
July 27
Fiore SanRemowrote:
Wèèè ciaoooo,
Ti auguro di trascorrere 1 felice estate, nonostante il gran caldo... eh eh eh !!!
Spero di risentirti presto, con affetto
Fiore S.R.
July 25
۩۞۩ ℓα∂у αиgєℓ ۩۞۩ .wrote:
buon inizio settimana.....Angel
July 19
Dark Ridewrote:
Ciao!Ho trovato casualmente il tuo sito ed è stato amore a prima vista,complimenti!Mi farebbe piacere se lo iscrivessi nella mia top100 elfica http://durin76.mastertop100.net Un saluto e a presto,Ale
June 29
ℓєтιzια яσ¢¢нιwrote:
è bellissimo il tuo blog!!!!!!!
June 29
Fiore SanRemowrote:
Ciao cara amica,
volevo regalarti 1 bella immagine, ma vedo ke hai disattivato l'opzione, peccato !
Ti auguro di trascorrere 1 felice week-end, ti abbraccio e a presto
Fiore S.R.
June 19
NNwrote:
Ho paradisi innescati
fra le lenzuola del distratto lamento in tacito strazio di voci perse nella stropicciata fame di bruciati ti amo. Di saliva e fior di loto ho perso binari e sorretto santuari. Mentre all'insaputa degli occhi ho avvolto rughe e piume stinte in neve di fiamma. Cifrando i respiri in filastrocche di ombre e rami spogli. un dolce bacio ai quattro dell'armadio ... o sono aumentati nel frattempo ???
June 17
♠Le Chat Noir ♠wrote:
June 13
Marco Angel Devilwrote:
June 12
αиgєℓ'ѕ ∂αякиєѕѕ .wrote:
Heyy ciaoo!!
scusa se ti rispondo dopo tutto questo tempo ma ho abbandonato il blog per un bel pò... la causa? poco tempo e soprattuto poche idee -.- e mi mancano anche adesso! Nascondo il blog perchè ci sono i link immagine.. Ma comunque devo aggiornarlo perchè tutta quel oscurità in questo periodo non mi si addice...>.< Anch'io vorrei averti come avversaria ma di sicuro perderei xD sopratutto in questo periodo... comunque grazie per quel immagine.. Non ci avevo proprio pensato! =) dolci saluti a te ^.^
June 11
Fiore SanRemowrote:
Wèèè... ri-eccomi quà ! Tutto a posto... e niente in ordine, come diceva mia nonna ?! Grazie x i saluti, ma ti si vede davvero poco in giro x i blog e soprattutto nel tuo, ke è dai primi di Maggio ke ho notato ke non aggiorni +... come mai ?! Daiii, coraggio, scrivi ancora, xkè è buono condividere, non pensi anke Tu ?! Comunque t'aspetto 1 pò + spesso da me e spero ke risponderai positivamente a questo mio invito, o.k. ?! T.v.b. e ti lascio 1 forte abbraccio con amicizia
Fiore S.R.
June 11
Phoenix Solitarywrote:
June 10
†Darkwrote:
grazie Ethelbert Sono lentamente imparando a parlare italiano e francese per estendere la mia conoscenza dei miei orizzonti Aya cuidate completato 19 anni e mi piace il mio grazie 6/6/9 data cudiate.
June 7
Salve....lieta di ricambiare la visita....
buon inizio settimana.... perversi saluti.... † uɐʇɐs sɹǝdıɥsɹoʍ † bunʞ ıǝnʞ ۞ Delirium
June 7
Marco Angel Devilwrote:
May 24
°ღ. Sun .ღ° ..wrote:
Dipingevo
( come per fermare un 'eterno istante ) i colori di un' angelo: le ali d'un bianco avorio, la pelle del colore della sabbia, gli occhi d'un verde smeraldo, e la bocca rosso-ciliegia. Poi, in una mia preghiera ti ho chiamato ... E tu sei volato subito da me!
May 19
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ILLUSIA
Se ne sta lì, enigmatica, seduta sul tappeto verde acqua, davanti all’armadio. Chissà da dove è arrivata, e quando è nata. È distaccata, non prova emozioni, oppure le teme talmente tanto da averle cancellate, e non le sente più. È come morta. Dentro l’armadio però è nata la vita, ce l’ha soffiata lei inconsapevolmente, pallida immagine della sua vita interiore. Là dentro non c’è più gelo, ma un mondo in espansione. Principesse, draghi, amanti, guerrieri, fiumi, fantasmi, pioggia, luna, troni, angeli e pipistrelli… Lei li guarda, pensosa, e racconta le loro storie. Crede che essi si muovano da soli, ma non è così. Neppure sono marionette che obbediscono ad un suo tirare di fili. Non ci sono fili, infatti, e ciò che accade è difficile da spiegare. Forse non molto, a pensarci bene. DIMMI COME FAI A SCRIVERE COSÌ. Succede, quando non si hanno parole semplici da dire, mentre ciò che ci si sente dentro esige di essere portato alla luce, altrimenti ti si rivolgerà contro e ti distruggerà. Semplicemente, cominci a mettere insieme due parole, e poi una frase, e poi un’altra, e poi ti ritrovi di fronte la tua anima riflessa in mille frammenti di specchio, e infine un mondo intero prende vita senza che tu te ne accorga. Deve essere proprio in questo modo che Dio ha creato l’universo. Lei se ne sta lì, e soprattutto si commuove alla vista dei due amanti che si incontrano solo per brevi, imprevedibili istanti. Però li invidia un poco, in verità. Loro sono in due, e anche se non riescono mai a stare insieme sono fatti l’uno per l’altra. L’armadio si è riempito di vita, ma lei che l’ha creato ne sta fuori, esclusa. È sola, seduta sul tappeto verde acqua della stanza deserta, ed è davvero straniera al mondo in cui vive. O forse no. Soltanto Dio è solo, perché non esiste un suo pari, ed egli dona il suo amore senza riserve, ma sogna di riceverne, e nessuno gliene può dare… …così, ha deciso di venire a cercare l’uomo. Ma lei non è Dio, anche se dentro l’armadio una proiezione di lei stessa ne ha visto il trono. E non è poi tanto unica, perché non è certo la prima a inventare fiabe. “Ecco” sussurra “Voglio che le mie siano fiabe, non illusioni.” Finalmente sente di aver preso la giusta via, perché le fiabe sono cosa buona, mentre le illusioni non lo sono. Si addormenta, sul tappeto, nell’edificio deserto, e scende la notte. La luce della luna entra dalla finestra, e le illumina il volto. Sulle sue labbra, un vago sorriso. Dimmi che mi ami, te ne prego.
LA PRINCIPESSA E IL DRAGO
Cammina, cammina, lei infine arrivò troppo lontano. Eppure non aveva potuto farne a meno, non era esistito un posto dove fermarsi, prima, ed aveva dovuto continuare a camminare, fino a quei luoghi dove forse nessuno era mai giunto. Le cose migliori, certamente, non potevano che essere ormai alle sue spalle, eppure non le aveva incontrate lungo la via. “Dunque?” le domandò il grande drago. Lei non rispose, ma si accorse di essere di nuovo una bianca principessa. Era successo proprio lì, nel mondo dei draghi, dove sarebbe stato più appropriato indossare il suo lato oscuro. “Lo sai, che noi draghi leggiamo la verità negli occhi di voi esseri umani?” parlò di nuovo il drago. Due giovani draghi, uno chiaro ed uno scuro, volteggiavano nel cielo, in una danza d’amore, i loro corpi simmetrici librati nell’aria a disegnare un cuore. Dove le loro teste si sfioravano, scaturiva una sfera d’energia bianca. Nel cielo nero, lampi di luce, e polvere di stelle. “Vedo che anche per i draghi c’è l’amore” disse lei. “E vedo che esso dà loro forza” Ed alzò gli occhi. “Tu non mi temi” constatò il grande drago, incontrando il suo sguardo. “Io cerco almeno l’oblio, che neppure tu mi darai… l’ho già capito, che non mi vuoi uccidere” sospirò lei. “Li vedi, quei due draghi innamorati? Uno sembra fatto di luce, e l’altro di buio, eppure sempre draghi sono, e si attraggono proprio perché sono l’uno l’opposto dell’altro… ma in verità non sono l’uno all’altro stranieri” “Comprendo dove vuoi arrivare” disse il drago. “Puoi anche non dirlo, perché io già so” “Ed io lo dirò lo stesso, invece… io, che nelle terre degli uomini sono drago, e nella terra dei draghi sono principessa! Io, straniera ovunque, griderò che sono stanca di tutto questo!” Il drago sospirò. “Io non sono mai straniero, dove vado, ma non ho destino migliore del tuo. Uomo tra gli uomini, drago tra i draghi, anch’io cerco l’amore” le rivelò. “Ed invece mi sono dati solo brevi istanti per vedere colei che amo… solo attimi, per me e te.” Fu allora che lei lo riconobbe. Si guardarono, per un momento che valeva una vita. Lei, principessa. Lui, drago. I loro cuori quasi si spezzarono. Poi, ancora una volta, in solitudine, proseguirono la loro via. Dimmi che mi ami, te ne prego... THE MOONLADY
Luna che in cielo risplendi beata ormai tutti i poeti ti hanno cantata. Di cosa, allora, ti potrei io parlare? Mi siedo nel buio, e ti resto a guardare, mentre sento che in ogni tuo raggio di luce di presenze di angeli si respira la pace.
Poi chiudo gli occhi, e mi stendo sul prato, mentre piove sollievo sull’animo mio tormentato. LA DONNA E IL GUERRIERO
Non sono più giovani, quando si incontrano. Il luogo non esiste, il tempo sembra sospeso nel buio. La luce artificiale è molto fioca, piccoli cerchi di luce qua e là. Lei nota la sua allegria, e gli rivolge la parola. Lui allora nota lei, ed il suo sguardo prende vita all’improvviso. Sulle labbra di lei nasce un sorriso vero, dopo tanto tempo. C’è troppa gente, lì, ma nessuno conosce per davvero le loro vite, e un’ora dopo le loro mani sono intrecciate, la testa di lei sulla spalla di lui. Scorrono le parole, ma non ne servono molte. “Chi ha trovato amore ad attenderlo, quando è venuto alla vita…” “…ha avuto qualcosa che per noi è sconosciuto” Entrambi hanno alle spalle una strada terribile, e ne portano ancora le ferite. “Avevo bisogno di te” dice lui. “Ne avevo anch’io, di te” risponde lei. Le loro tracce si dissolvono in un’altra notte. Si incontrano di nuovo, pochi giorni dopo, perché era inevitabile che così accadesse. Qualcosa era rimasto in sospeso. Dimenticano i loro corpi finalmente vicini, abbracciati, sul letto della vecchia soffitta. Li dimenticano, perché non sono l’essenziale. Le loro anime unite si parlano, altrove. “Quanta sofferenza…” “…essa ha fatto di me ciò che sono…” “…le nostre forze di bambini…” “…usate per difenderci, invece che per crescere” Si raccontano sensazioni provate. “Quando sei fatto di tristezza e dolore, hai troppo bisogno d’amore…” “…ma tutti ti scansano, perché quel poco che comprendono di te fa paura…” “…e non ti puoi mai mostrare per ciò che sei” Esprimono desideri. “Sei ancora tanto bella… avrei voluto incontrarti a vent’anni…” “…io no, perché non eravamo ciò che ora siamo...” “…e forse non ci saremmo capiti” Tanti discorsi… uno li inizia, l’altro li termina. Dopo una vita, si sono ritrovati e parlano la stessa lingua, alle spalle strade simili, percorse troppo da soli. Lui la tiene tra le braccia, e la accarezza. “Tu… promettimi una cosa. Io… ho qualcosa da fare… forse dovrò partire per un altro paese, o forse resterò qui, non so… ma tu ricorda che ovunque io sia, ti camminerò vicino. Tu… non devi morire” “Tu… prometti che starai lontano da quelle dannate armi… ovunque tu debba andare” “Ci proverò… e tu?” “Non cercherò più la morte… ci proverò” Nella clessidra scorre la sabbia del tempo che è loro concesso, ed esso volge al termine. Lui si ferma accanto ad un albero del viale, sotto il cielo bianco di un giorno di pioggia lieve. Lei continua a camminare, e lui la segue con lo sguardo. Lei questa volta si permette di volgersi un poco, a guardarlo. Poi, per trattenere di lui qualcosa che sia un’immagine nitida e non qualcosa che si perde in lontananza, e per lasciargliene una simile anche di sé, prende subito la strada che svolta a sinistra per scomparire dietro l’angolo. Ognuno verso il proprio mondo. Trattengono il ricordo dell’altro. Ci riescono. Forse. Dimmi che mi ami, te ne prego…
SIEDITI QUI, ANCORA UNA VOLTA......E FAI CLIC SUL TITOLO DEL POST, TI PREGO, PER NON SENTIRE IL LEITMOTIV DI SOTTOFONDO. SE QUALCUNO NON MI ASCOLTA, IO PER SEMPRE CADRÒ.
LE URLA DELL’ANIMA
Io non ne potevo più, di fare l’uomo che attende sulla panchina del viale. Io, JeanHenry. Ogni volta un’eternità, ogni volta un’interminabile attesa, ogni volta la speranza di vederla arrivare con gli occhi finalmente ridenti… e invece no, ogni volta che lei tornava era sempre più stanca, sempre più tormentata, ed io leggevo nei suoi occhi il suo desiderio di stare con me. Qualcosa glielo vietava, però, e così lei si fermava solo per un instante e poi riprendeva la via, tentando di nascondere la sua disperazione. Io non so mai se la rivedrò. Finora l’ha fatto, magari a distanza di decenni, ma è sempre tornata da me. Non è scritto da nessuna parte, però, che lei possa sempre tornare un'altra volta, e nessuna voce ha mai pronunciato queste parole. Ogni volta che la vedo di spalle, mentre cammina sulla via che la porterà lontano, il distacco è lacerante. Io so che ogni volta potrebbe essere anche definitivo. E so che lei soffre. È stato tutto questo, che mi ha spinto alla decisione che ho preso: ho lasciato una parte di me ad attenderla qui, perché io devo essere al solito posto se lei torna… ed un’altra parte di me sta tentando di seguirla per le sue vie. Ecco, io ora sono Henry fermo nel buio e sono anche Jean che cammina per le strade dell’armadio. L’avevo già raccontato, ma non avevo aperto così tanto il mio cuore. Mi chiedevo anche se avrei conservato a lungo il mio equilibrio. Ecco, ora sento chiaramente in me la risposta. Non reggerò a lungo questo stato… e mi rendo conto che sto diventando sempre più fragile. La parte di me che sta nel buio non ha abbastanza anima, e il mio spirito da solo non avrebbe ormai la forza di sostenere colei che amo, se pure riuscissi a raggiungerla. Come fa lei, che vive in questa mia condizione da un tempo interminabile? Forse è per questo che non ricorda più nulla. Io mi sto spezzando. Io sto impazzendo. Ma non per questo smetterò di amarla. Quando anche di me non sarà rimasto quasi nulla, ecco… io le regalerò una rosa.
“O pipistrello, ti prego, non tardare… Prima di svanire io la voglio rivedere. Vola lontano, amico, la devi cercare, i suoi occhi su di me una volta ancora voglio avere”
Attonito restai, perché in un momento come quello acquistò la voce persino il pipistrello, e così parlò: “Ascolta piuttosto l’eco della sua voce, non senti? È cambiato ciò che dice!”
E lei così parlava: “Ti prego, non perdere te stesso per amore, non pormi sulle spalle anche questo dolore. Dovevi restare ad attendermi dov’eri, e non tentare di seguire i miei sentieri. Al mio tormento io sono abituata, a combatter con me stessa una lotta spietata, tutto il mio coraggio per una guerra senza gloria, e gesti eroici di cui non resterà memoria. Lo so, ora la strada mi ha portata lontano, ma un giorno tornerò… perché ti amo”
Su tutto poi calò un silenzio profondo, e si chiusero le ante, oscurando il nostro mondo.
ANCHE IO VOLEVO UN CUORE
Tu… …senti il mio canto, e ne sei affascinato. Non comprendi le parole, ma ugualmente esso ti parla dell’ignoto che cerchi, e di ciò che l’abisso che è in te chiama da sempre. Estasiato, ti fermi ad ascoltare. Finalmente i tuoi sogni hanno una voce, ed il tuo cuore risvegliato dall’emozione canta esultante. Mi vieni incontro… non importa di cosa sia fatta la via… onda di mare, o erba di prato, non ne hai più coscienza. Senti soltanto il desiderio di me. Tutti i tuoi sensi sono tesi a cogliere la mia essenza che ti sfugge. Sogni vagamente che io ti abbraccio come acqua gentile, i miei lunghi capelli intorno al tuo corpo… io e te, i nostri corpi intrecciati, mentre i nostri spiriti volano insieme nei regni più alti. Questo, lo so, è ciò che la tua anima invoca. Ti offri a me, indifeso come non lo sei mai stato. Tu non sai… per nulla al mondo vorrei farti del male. Mi sento attratta da ciò che tu sei, ed anch’io ti desidero con intensità terribile. Ascolta però questo nuovo canto, che per una volta proverò a rendere diverso e vero. Non voglio usare questo mio maledetto potere su di te. Guarda oltre l’atmosfera di sogno che ho intessuto. Sullo scoglio io ti attendo. Mi vedi? Comprendi quale condanna mi è stata data? Mai il mio corpo si potrà mai unire a quello di colui che mi ama, io, donna dalla coda di pesce, destinata alla solitudine eterna. Con la seduzione del mio canto ti attiro perché ho bisogno di te, ma, anche se non lo voglio, poi ti porterò alla rovina. È la mia maledetta natura, gli dei mi hanno fatta così. Guarda… dietro di me si erge l’aspra e affilata scogliera, contro cui si infrangono violente le onde. Io le posso sfuggire, in virtù della stessa mia caratteristica che mi rende incapace di amare, invece tu non avresti scampo. Dell’espressione estatica e rapita che avrebbero i tuoi occhi mentre muori senza accorgertene, io però a lungo vivrei. No. Non voglio questo. Rischierò tutto, perché questa mezza vita non mi basta più. Ora tace il mio canto, ed io calmo le onde mentre nuoto verso di te. Il mio incantesimo è sospeso. Cosa farai, ora? Mi amerai per il gesto che ho compiuto, o mi ucciderai perché ti ho avuto in mio potere? Guardami, sono io. Io, la sirena.
THE NIGHTLORD
Notte, amica mia oscura, sovente mi perdo in te senza paura attraverso un tuo spazio o dentro un tuo tempo, istante di oblio e non di strazio mentre cammino in ciò che in me sento, sospeso in un momento di silenzio arcano in cui nessuno mi tiene per mano, e mentre il tuo buio m’inonda la mia anima lo respira e vi affonda.
Chi sono, io che ora scrivo? Posso dire con certezza “io vivo”? Non lo so… e mi soffermo, dimenticato, in questo buio universo sognato.
UN CANTO NEL DESERTO
Lontano, echeggiano le parole di una canzone. La voce che canta è maschile, ma dolce. Il luogo dove lei cammina è una landa desolata, molte grosse pietre giacciono tra la sabbia. Si dice che un tempo le onde del mare parlassero con la loro voce sopra quella terra arida, ma esse ora si sono ritirate, ne è rimasto soltanto il sale, che ha impedito il nascere di ogni altra forma di vita. È passato un lungo tempo da quando lei si è lasciata alle spalle l’ultimo ciuffo d’erba. Il cielo ha lo stesso colore della terra. Lei infine cade, ma non piange. Non c’è posto per le lacrime in quel luogo. C’è soltanto il deserto interiore, la solitudine estrema, la voglia di andarsene lontano da tutti, affinché il paesaggio sia infine lo specchio del suo stato d’animo. Vorrebbe pensare a se stessa, per cominciare. Ma non lo sa fare. Riesce solo a sistemarsi un po’ i capelli. E chiude gli occhi, perché non serve vedere. Tanto, l’interiore e l’esteriore sono ormai la stessa cosa. Immobile, ascolta la canzone lontana. Essa si insinua nei suoi pensieri, nel suo cuore, nel suo mondo… e canta di qualcosa di sconosciuto. Canta di vita. Il suo cuore si sveglia e risponde alle parole della canzone, quelle che per lei hanno un senso.
Che ne sai di un bambino che rubava, e soltanto nel buio giocava, e del sole che trafigge i solai, che ne sai? So che avrei voluto giocare con lui, così non ci saremmo sentiti soli Conosci me, la mia lealtà, tu sai che oggi morirei per onestà No, non la conosco, e me ne spiace molto, ma come potrei? Sento solo il tuo canto di lontano Conosci me il nome mio, tu sola sai se è vero o no che credo in Dio Non conosco nessuna di queste cose, anche se cominciano a sembrarmi importanti Che ne sai tu di un campo di grano, poesia di un amore profano , la paura d'esser presa per mano, che ne sai? Deve essere una paura molto bella da provare, ma purtroppo non l’ho mai vissuta L'amore mio è roccia ormai e sfida il tempo e sfida il vento e tu lo sai… Quanto vorrei che tu stessi cantando per me… non sai quanto… Conosci me, quel che darei, perché negli altri ritrovassi gli occhi miei Lascia prima che io mi perda nei tuoi... e poi forse capirò …e nuove notti e nuovi giorni, cara vai o torni con me? Da chi sa chiamarmi “cara” in quel modo, io certo tornerei, e forse è l’unica cosa che so Cara, non odiarmi, se puoi… No. Non odio più, nonostante la mia strada mi abbia portato qui. Ho lasciato quasi tutto l’odio dietro di me… non posso dire altro che “quasi”, perché sono solo un essere umano. Dovrà bastare. Non è te che odierei, in ogni caso.
Lei si rialza. Forse ricorda, e forse no, ma ricomincia a camminare, e a cercare lui. “Dimmi che mi ami, te ne prego"
Strana, incalzante danza, ora evanescente, ora piena di sostanza gente che resta, lei che se ne va lui che si chiede se la incontrerà echi di passi antichi e nuovi, ma per queste vie non sai mai cosa trovi: fantasmi sul fiume, il trono di Dio, qualche anima persa in cerca di oblio e soprattutto desiderio d’amore, sempre rimandato a un momento migliore, mentre una donna parla da sola e non sente la voce di chi la consola…
Calmatevi, inquietudini senza nome, tormenti strani e poi paura, desiderio, speranza, illusione, amore e odio, ad agitar le acque tornerete domani ma lasciate che stasera canti l'allegria nell’armadio…
CUORE DI DRAGO
Chi voleva uccidere te, non era una donna. Era tuo padre. Quello vero, non un patrigno. È una di quelle cose tranquillamente terribili che segnano la vita… …no, non sei mai stata una principessa che vive felice nel castello con un padre e una madre. Neppure ti è stata data la possibilità di continuare ad amare un padre distratto che non si accorge che la sua nuova moglie ti odia. Non ci sono dubbi, davvero. Tuo padre ti ha rifiutata, fin dal primo istante. Voleva cancellare la tua esistenza, e ti ha abbandonata. Forse è per questo che sei inconsapevolmente convinta che non esistano principi, ma soltanto mostri. Il re e la regina, i tuoi genitori, esistono solo nei tuoi sogni, immagini idealizzate e irraggiungibili. Il mondo è sempre stato per te una foresta di rovi, non hai un castello dove dormire, in attesa che un cavaliere uccida il drago, spezzi i rami di spine con la spada, e ti regali la dolcezza di un bacio. No. Su quelle spine ti sei graffiata persino l’anima, e non per amore… semplicemente perché quello era l’unico sentiero. Camminavi, ma l’amore era sempre un po’ troppo in là… …oltre la siepe. …oltre la curva del sentiero. …oltre la cresta delle colline. …non oggi, domani. Intanto ogni giorno morivi un po’ di più. Vorresti vendicarti ed uccidere chi ti ha tradita, ma la morte l’ha già raggiunto prima di te. Vorresti addormentarti per sempre, ma non ci riesci. Vorresti sapere dove stai andando, e perché, ma non lo sai. Vorresti allora fermarti, ma non ti è concesso. Vorresti un nemico da affrontare, ma non se ne presenta nessuno. Vorresti che accadesse un miracolo, ma non esiste bacchetta magica.
Vorrei che tu sentissi la mia voce, perché io ho qualcosa da dirti. Ti indicherei la via, ed arriveresti ai miei luoghi. Non so come apparirebbero a te, che ormai non sai più vedere: se ti sembrerebbe di essere in un castello, in una casetta, in un bosco o in una grotta… Ti chiederei però di fermarti, e di vivere un giorno in mia compagnia. Ad ogni sorgere di sole ti domanderei di fermarti un giorno ancora. Non ti chiederei nient’altro. Semplicemente, il tempo passerebbe. Io ti amo, ma non te lo direi mai. Forse tu, dopo molto tempo, ti accorgeresti di aver abbassato le difese, e capiresti che io non sono un mostro… …ma sarebbe quello, il momento più terribile. In realtà tu stai ancora cercando quel padre idealizzato, che ami e che odi, e le tue ferite non sono ancora guarite. In quel momento scenderebbe il buio, tu vedresti la sua immagine sovrapposta alla mia, ma io non potrei mai restituirti ciò che ti è stato negato. Cambiare il tuo passato non è in mio potere, nessuno nell’universo può farlo. Lo so, la tua rabbia inevitabile di tutta una vita si concentrerebbe in quell’attimo, rivivresti ogni momento della tua paura di essere abbandonata, e tenteresti di uccidermi perché sono arrivato troppo vicino al tuo cuore. Dovrei combattere contro la parte oscura di te, e colpirla a morte, per salvare la mia vita e la tua. Soltanto dopo, infine, potrebbe sorgere per noi il più splendido sole. Strana principessa tu sei, crudele l’incantesimo che ti trattiene, e davvero difficili le prove che mi attendono. Tu… che sei anche il drago, e non lo sai. |
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